Il sito si è trasferito QUI

Anthea, di Rebecca Mazzarella [RECENSIONE]


Ciao a tutti! Ebbene no: non mi sono dimenticata di voi, è solo che ho avuto veramente molte cose da fare e nel campo lavorativo sono più operativa e diligente di un'ape operaia. Ma nonostante questo voglio comunque trovare il tempo per tornare qui sul blog e tra una pausa e l'altra riesco anche a fare delle splendide letture. Come questa, che ho terminato di leggere a fine aprile, ma non sono riuscita a scrivere prima la recensione. Però mi ero appuntata un bel po' di cose che adesso voglio mostrarvi.
Intanto qui sotto vi lascio la sinossi.

Loto è un'adolescente come molte altre alle prese con problemi tipici della sua età. Nata e cresciuta in una piccola città nello Stato di Washington circondata da boschi, Loto un giorno viene morsa da un serpente. Soccorsa dal nonno Sgurfio, la ragazza viene a conoscenza della sua vera identità. La sua famiglia infatti è composta da esseri magici e lei ben presto scoprirà di essere una ninfa. Condotta dalla zia Flora ad Anthea, il luogo magico in cui le ninfe vivono, Loto verrà a conoscenza dei sui poteri e dei segreti che circondano questo luogo fatato. Una terribile minaccia grava su Anthea e Loto dovrà prepararsi ad affrontare una durissima battaglia per difendere questo posto magico da cui dipendono le sorti del mondo.


Ho amato questo libro già dal primo momento in cui l'ho visto perché la copertina è decisamente fantastica e molto coerente con la trama. Rebecca ha un modo semplice e fluido di scrivere che permette al lettore di entrare subito in sintonia con i personaggi, che sono tutti ben definiti e con i quali è impossibile non simpatizzare. 
Entriamo quasi da subito nel vivo della storia: Loto, un'adolescente impulsiva e amante della natura, un giorno viene morsa da un serpente e da quel momento in poi la sua vita cambierà del tutto. Scoprirà l'esistenza di molte di quelle creature che lei fino a quel momento credeva solo leggendarie e dovrà adattarsi alla sua nuova vita di ninfa. Ma qualcosa di terribile sta per sconvolgere le sorti dell'intero pianeta, mentre ad Anthea, la città fatata, sembra che nessuno si sia accorto di niente. Come è possibile che le ninfe non si rendono conto della minaccia che sta gravando su di loro? Solo Loto riesce in qualche modo ad accorgersi che qualcosa non funziona? 
Tra leggende inaspettate e fantastiche, Loto dovrà riuscire a portare a termine il suo compito, ma non sarà sola, ci sarà Aghelio, un tipo molto misterioso, che l'aiuterà in questa difficile impresa.
Ho amato in particolar modo la storia di Aghelio e il suo carattere gentile e a tratti scostante. 
Posso ammettere che del romanzo mi è piaciuto proprio tutto, dall'ambientazione fatata, alle creature e ai popoli che la abitano. Originale è stata anche la presenza dei mutaforma, che trovo molto azzeccata.  
Alla fine, della storia non ho ancora capito se ho amato di più il fatto che fosse bene costruita e decisamente originale, o tutte le fantastiche leggende che rendono questo romanzo veramente particolare. Forse è stato un misto di queste due cose a colpirmi e a spingermi a cercare un seguito. Il romanzo è autoconclusivo, ma non nego che mi piacerebbe in futuro leggere un seguito. 




Cinque cuoricini sarebbero pochi:

♥♥♥♥♥ +




Voi lo avete letto? Cosa ne pensate?
Alla prossima!





Dopo di te, di Jojo Moyes [RECENSIONE]


Cari lettori, premetto già da subito che la lettura di questo romanzo è stata sofferta. Dopo aver letto il primo volume che narrava la storia di Will e Louisa, non è possibile restare indifferenti e quello che è successo a me potrebbe essere benissimo successo anche a voi. Ho come provato un moto di repulsione verso questo secondo romanzo, e dire che mi è stato regalato dal mio ragazzo perché lo desideravo tantissimo, ma quando hai una storia nel profondo del cuore, è molto difficile accettare che possa avere un seguito. La storia finisce lì, DEVE finire lì. O così era quello che io immaginavo.
E invece Jojo Moyes è riuscita a stupirmi ancora, regalandoci una storia che sia all'altezza di un seguito per Io prima di te.
In questo romanzo veniamo nuovamente catapultati nella vita di Louisa Clark, una vita vissuta senza scopo apparente, senza un vero entusiasmo e senza alcuna soddisfazione particolare. Louisa è rimasta sconvolta dalla morte di Will, non riesce ad accettarla e tantomeno riesce a perdonarsi, credendo ancora di non essere riuscita a fare abbastanza, perché se lei fosse stata abbastanza, Will non avrebbe mai preso quella decisione. La vita di Louisa quindi va avanti così, per un po' di tempo in giro per la Francia e poi alla fine, dietro al bancone di un bar in un aeroporto di Londra.
Sarà quando, sulla terrazza sopra casa sua, sentirà una voce e lei cadrà nel vuoto sottostante, che la sua vita cambierà per sempre.
Be', a questo punto uno può aspettarsi ogni genere di cose, tipo che le accadrà la stessa sorte che è accaduta a Will, o che diventerà pazza e sentirà la sua voce ovunque, magari uno può pensare che addirittura lei voglia tentare il suicidio, e invece lei si riprenderà benissimo dopo la brutta caduta dalla terrazza e dimostrerà anche di essere un punto fermo per la famiglia, riuscirà a farsi rispettare sul lavoro e incontrerà nuove persone con le quali stringere rapporti meravigliosi. Quello che uno proprio non si aspetta, però, è proprio ciò che invece accadrà: la figlia di Will la sta cercando, perché vuole parlarle, perché vuole farle sapere di lei.    
Insomma, chi mai si sarebbe aspettato uno svolta simile? Chi avrebbe pensato a un seguito del genere? All'inizio ammetto che l'idea non mi era piaciuta, poi mano a mano che scorrevo la lettura mi accorgevo che non riuscivo a staccarmi dalle pagine: quella ragazzina era proprio uguale a Will, dovevo assolutamente sapere come andava a finire la storia.
Nel complesso Jojo Moyes è stata veramente brava, il suo modo di scrivere ironico e scorrevole non è venuto meno, anzi, e la storia merita davvero di essere letta.
Will continuerà a mancarci moltissimo e la vita di Louisa Clark andrà avanti, con qualcosa in meno e con qualcos'altro in più.



Quattro  cuoricini per questo bellissimo romanzo

♡♡♡♡


Scrivimi ancora, di Cecilia Ahern [RECENSIONE]


Cari lettori, oggi voglio proporvi una storia raccontata in modo frizzante e spesso ironico, attraverso parole scritte su lettere, email, biglietti di auguri; ci troviamo di fronte a un romanzo epistolare molto ben delineato e costruito. 
Tratto dal romanzo è anche l'omonimo film (in lingua originale: Love, Rosie) con gli attori Lily Collins e Sam Claflin, il quale ha recentemente interpretato Will Traynor in Io prima di te.  
La storia di Rosie ed Alex è una storia che nasce nel momento in cui si conoscono alle elementari e tra loro sboccia subito un'amicizia intramontabile. Devo dire di non aver mai sentito parlare di questo libro ed è un vero peccato perché si tratta di una storia veramente molto dolce. L'amore che cresce giorno dopo giorno tra di loro è un amore puro e semplice, composto da piccole attenzioni, un po' di competitività, rispetto e stima. Ma soprattutto si tratta di un amore nascosto, fatto di malintesi, cose taciute, parole non dette. 
Vi ricordate i primi amori? Quelli che più riuscivano a metterci in imbarazzo? A volte bastava la sola presenza di quella persona a renderci incapaci di esprimerci e impacciati. 
Qui, Rosie ed Alex si comportano come due perfetti adolescenti alle prime armi e forse, il loro modo di agire, rappresenta anche un grande timore del rifiuto. Si punzecchiano a vicenda, continuamente, ma non sanno stare l'uno senza l'altra, non riescono a smettere di parlarsi, di sentirsi o anche di vedersi. Ma la vita li porterà su strade diverse, partendo da Rosie, che proprio durante il ballo di fine anno ha avuto la malsana idea di appartarsi con un compagno, solo per il gusto di fare un dispetto ad Alex che non era riuscito a prendere l'aereo e non aveva potuto accompagnarla. Da questo "dispetto" nascerà Katie e da quel giorno in poi la vita di Rosie cambierà completamente. Non cederà però alla frustrazione, ama vivere, ama gli alberghi e ama sua figlia. Troverà un'amica e più in là un lavoro stabile, mentre il suo cuore torna sempre là, dove è Alex. 
Un romance dolce, ironico, che fa sognare e sperare, che aiuta a capire e a saper voltare pagina.



Quattro cuoricini per questo romanzo!

♥♥♥♥



LA COLLEZIONISTA DI SOGNI


Quando iniziai a scrivere LA COLLEZIONISTA DI SOGNI non sapevo in realtà a che cosa volessi andare incontro.
A volte capita di scrivere qualcosa anche solo per il gusto di farlo, senza volerlo trasformare in un romanzo. Con LA COLLEZIONISTA è stato proprio così.  Non avevo in mente una storia, dei personaggi e neanche un filo conduttore. Non avevo affatto l'idea del romanzo. Quello che sentivo era una sorta di desiderio di esprimermi.
Quelli non erano bei giorni. Non parlavo con la mia famiglia e mio nonno era morto da poco. Me ne stavo spesso per conto mio, amavo la solitudine al punto da non desiderare altro. E c'era qualcosa che mi spingeva a scrivere.
Ho iniziato a buttar giù qualche frase, qualche pensiero. Perché LA COLLEZIONISTA DI SOGNI è soprattutto questo: pensieri e sentimenti.
Non avrei mai immaginato di arrivare alla conclusione di un intero romanzo. Avevo già avuto un po' di esperienza con Black Angel, è vero, ma stavolta era stato diverso. Non avevo costruito nulla, mi sembrava anche di non essermi impegnata abbastanza, ma il romanzo era saltato fuori da sè.   
Credo che quando abbiamo una sorta di arte, sogno, desiderio, quello diventa ciò che ci distingue, ciò che fa del nostro nome qualcosa di vero, di esistente.  
Ognuno ha la sua arte. È per questo che quando LA COLLEZIONISTA è saltata fuori così, come se la sua storia esistesse già prima che io la scrivessi, mi sono sentita come afferrata da qualcosa e messa sulla giusta strada. Con Black Angel non è stato così.  Con Black Angel ho dovuto lottare, costruire un filo conduttore, analizzare, studiare, buttar via un sacco di pagine che non mi piacevano. 
De LA COLLEZIONISTA invece mi piace tutto. Questo libro mi rappresenta in modo definitivo. C'è la mia parte timida, riservata, quella allegra e spensierata e quella che ha sofferto ma che cerca sempre una via d'uscita. 
Non amo parlare dei miei libri in toni tanto pomposi, tantomeno amo arrecarmi meriti che non possiedo. In fondo questo mio romanzo parla soprattutto di me, e lo fa attraverso gli occhi riservati di una ragazza di sedici anni, attraverso le sofferenze di un ragazzo di sedici anni, e attraverso la speranza e l'allegria di una ragazzina di appena dodici anni. 
Scrivere non è tutta la mia vita. Ho il mio lavoro, altri interessi. Lavoro nell'azienda agricola del mio ragazzo, insieme stiamo aprendo un allevamento di galline ovaiole in modo del tutto naturale. Mi piace disegnare e fare giardinaggio.
Ma la scrittura mi chiama a sè ogni tanto e devo darle la possibilità di ascoltarla. Non so da dove vengano le idee che mi portano a scrivere. Ci sono, e quello che veramente è importante è il loro significato.



♡♡♡

COME VENTO DI POLVERE


C'è aria di primavera. 
Vorrei restarmene fuori sdraiata nel fienile fino a tempo immemore.
Sto bene. So che sto bene. Eppure è come se non lo sapessi e continuare a ripeterlo non rende la cosa più vera. È come se d'un tratto tutte le certezze del mondo crollassero all'improvviso e io mi trovassi lì in mezzo, improvvisamente, senza capire come ci sia arrivata.
Mi convinco del fatto che sto intraprendendo un percorso di rinascita e crescita personale, cerco di imprimermi bene nella mente che ce la sto facendo, che in fondo è come un regalo che mi faccio, anche quando tutti i tentativi sembrano vani, sto vivendo.
Quando penso alla vita penso a mio nonno. 
Le sue storie erano vecchie, proprio come lo era lui, profumavano di grano e paglia, di vino e di risate; erano rumorose perché c'erano bombe e fucili, c'erano aerei che volavano bassi e c'erano carrozze di treni che volavano sulle case e frantumavano i tetti; stranieri che urlavano una lingua cattiva. Era un uomo semplice, mio nonno, che ha visto la gente ammazzarsi, che ha raccolto amici ammazzati, che è fuggito: perché quella non era e non voleva che fosse la sua vita. Mio nonno mi ha raccontato tutto questo. Mi ha raccontato anche di quando mandava il carro trainato dalle bestie per coltivare i campi; di quando qualcuno si sentiva male e il dottore era lontano, e allora sempre con lo stesso carro e sempre con le stesse bestie andava a prendere il dottore, anche se pioveva ed era freddo. Mi ha raccontato della pioggia e del vento. Mi ha raccontato del giorno in cui sono nata. Mi ha raccontato tutto questo e tanto altro ancora. E adesso vorrei che fosse ancora qui a raccontarmi ancora di lui...


♡♡♡